Quando un impianto elettrico si può considerare a norma?

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La maggior parte di noi pensa di avere un impianto elettrico a norma di legge. Ma non sempre è così.

Un impianto elettrico, per essere a norma di legge, deve essere munito del certificato di dichiarazione di conformità. Questo documento certifica che il nostro impianto rispetta la legge in vigore ovvero il D.M. 37/2008 dove vengono rispettate le caratteristiche richieste dalla CEI (Comitato Elettrico Italiano). Questo decreto ministeriale prevede la messa a norma di tutti gli impianti elettrici ad uso domestico, ad esclusione delle abitazioni costruite dopo l’emanazione del decreto.

In caso di nuove costruzioni o per interventi e manutenzioni sull’impianto elettrico è necessario chiamare imprese abilitate a svolgere queste lavorazioni, iscritte al registro delle imprese in modo che, a lavori ultimati, possano rilasciare la dovuta dichiarazione di conformità.

La dichiarazione di conformità è, quindi, un documento che certifica che il vostro impianto sia a norma di legge. Il professionista che la rilascia si assume la responsabilità di quanto dichiarato nello stesso documento. Questo documento è composto, dalla relazione dei materiali utilizzati, dalla modulistica allegata nel decreto e dagli elaborati di progetto (se dovuti). Nel caso in cui l’intervento modifiche un impianto esistente, il certificato è relativo alla sola parte modificata ma deve tenere conto anche della funzionalità e della sicurezza della totalità dell’impianto.

La dichiarazione di conformità è un elaborato indispensabile per l’ottenimento del certificato di agibilità che va presentato allo sportello unico dell’edilizia entro 30 giorni dalla fine dei lavori e per allacciare nuove utenze.

Negli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del D.M. 37/2008, nel caso in cui il certificato di conformità non sia reperibile, è possibile sostituirlo con una Dichiarazione di Rispondenza (DIRI) che può essere rilasciata da un tecnico impiantista oppure dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata (entrambi con un’esperienza di almeno 5 anni).

Quando un impianto si può considerare a norma?

Il decreto non obbliga ad adeguare gli impianti che non sono a norma ma disciplina le modifiche su impianti esistenti o la realizzazione di nuovi.

Se gli impianti sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del D.M. 37/2008 si considerano a norma se, quando sono stati realizzati, erano conformi alle disposizioni esistenti in quell’epoca. Se non è più reperibile l’attestato di conformità, come già detto, è possibile sostituirlo con la DIRI. Un impianto elettrico realizzato prima del 13 marzo 1990 è considerato a norma se dotato di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto e protezione con interruttore differenziale.

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