Nuove strategie per la riqualificazione degli spazi pubblici: il Crowdfunding Civico

Il termine “crowdfunding” è un neologismo che indica “una raccolta collettiva e collaborativa di fondi, effettuata attraverso la rete, aperta a tutti coloro che decidono di finanziare i progetti innovativi e imprese appena costituite” (Treccani, 2013).

Negli ultimi anni si sono sviluppate piattaforme di crowdfunding dedicate alla produzione creativa, come ad esempio www.kickstarter.com. Questa piattaforma dà spazio a chi ha un’idea e vuole concretizzarla: propone l’idea sul sito evidenziandone il valore artistico e l’importanza sociale, dichiara la cifra necessaria per la sua realizzazione e il tempo a disposizione per raggiungerla e spiega in che modo gratificherà chi vorrà partecipare con una donazione. Se la somma richiesta non viene raggiunta la piattaforma restituisce tutto ai finanziatori.

Il crowdfunding è molto utilizzato nei diversi ambiti culturali e artistici della società. Tra cui musica, cinematografia, tecnologia, design, editoria. Uno degli sviluppi naturali del crowdfunding, che fa parte di quel movimento che tende a portare offline le community formatesi online in forme rafforzate di collaborazione e condivisione, è il cosiddetto civic crowdfunding.

Le piattaforme di crowdfunding civico funzionano secondo le stesse dinamiche di fondo delle piattaforme tradizionali. Le piattaforme possono essere suddivide in base a chi può presentare le campagne. Il progetto può essere presentato solo enti pubblici, aziende private o associazioni no profit oppure dai singoli cittadini.

Abbiamo poi dei modelli “donation-based” in cui non viene offerta alcuna offerta alcuna ricompensa tangibile per le donazioni effettuate, basato sulle emozioni e i sentimenti che il progetto provoca nelle community. I modelli “reward-based” distribuiscono invece ricompense in cambio di una donazione.

Il crowdfunding civico potrebbe contrastare la disaffezione dei cittadini nei confronti della cosa pubblica e favorire la loro capacità di identificarsi nel luogo in cui vivono. In un’epoca storica come quella attuale, segnata dalla crisi e soprattutto dal pessimismo, questa forma di finanziamento “dal basso” sembra essere l’espressione materiale di un nuovo modo di pensare.

Vuoi approfondire questo argomento? Dai uno sguardo a questo saggio pubblicato su Issuu di Alessio Barollo e Daniela Castrataro dal titolo “Il crowdfunding civico: una proposta”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>